L’arte di ascoltare e…ascoltar-si


 

L’arte di ascoltare e…ascoltar-si

Rileggiamo qualche passo da Erich Fromm, L’arte di ascoltare [1]

Ritengo indispensabile non solo analizzare sé stessi e prendere coscienza di sé, ma anche mutare il proprio comportamento. Se ci si limita a prendere coscienza di sé senza contemporaneamente fare nuovi passi che prendano il via da questa nuova consapevolezza, qualunque presa di coscienza rimane inefficace.

Si può fare analisi e sapere tutto da anni, ma se ciò resta una cosa sterile e non si accompagna a dei mutamenti nella vita concreta, rimarrà senza effetto. Tali mutamenti possono essere anche piccoli, ma cambiano pur sempre qualcosa. […]

L’autoanalisi è la costante, attiva coscienza di sé che dura tutta la vita.

Aiuta ad acquistare sempre maggiore consapevolezza delle motivazioni inconsce e di tutto ciò che è importante per la nostra psiche. Con l’autoanalisi è possibile prendere coscienza delle aspirazioni, delle contraddizioni e dei conflitti. […] L’autoanalisi non può essere considerata un hobby, da praticare ogni tanto e solo se si è nello stato d’animo adatto.  Vorrei sottolineare ancora una volta che si dovrebbe iniziare in modo semplice e diretto, senza progetti grandiosi né teorie complicate, prendendosi ogni giorno una mezz’ora e provando a rivivere ciò che si è vissuto il giorno precedente.

A poco a poco scopriremo una quantità di cose. La maggior parte delle persone sosterrà di non avere tempo per l’autoanalisi. Tale argomentazione indica soltanto che non la reputa abbastanza importante.



[1] Erich Fromm, L’arte di ascoltare, trad. it. P. Massardo, P. Severi, Milano, Mondadori 2002, pp. 154, 179-180, 182

 

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