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Disattenzione e Iperattività, un problema anche relazionale


Disattenzione e Iperattività, un problema anche relazionale

 

La diagnosi di ADHD (attention deficit hyperactivity disorder), disturbo da deficit di attenzione/iperattività, di origine complessa e neurologica, è diagnosi fortunatamente rara (secondo recenti rilevazioni, incide sulla popolazione scolastica, intorno al 4%), tuttavia adulti genitori ed educatori di fronte al bambino ipervivace tendono troppo frequentemente ad ignorare la sostanziale distinzione tra difficoltà e disturbo. Da qualche tempo si intensificano gli inviti di esperti e specialisti ad una maggiore prudenza nel cercare diagnosi clinica per ogni problema dell’età evolutiva, che si manifesti in famiglia, a scuola, con estranei o con coetanei. Formatori, pedagogisti, psicologi e la recente normativa MIUR concordano su un dato: è eccessiva la medicalizzazione a cui vengono sottoposti i bambini anche per lievi difficoltà.

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Scrittura: il dialogo con se stessi


parlare con se stessi

La mente è in continuo movimento e non è facile arrestare il continuo chiacchiericcio di sottofondo, quella serie di pensieri che parte da un punto qualsiasi e crea mille agganci mille propaggini.

La si può in parte ammorbidire con tecniche di meditazione, con l'uso intelligente di tecniche corporee, con la ripetizione di mantra, l'attività fisica o prestando completa e totale attenzione a ciò che si sta facendo. 

Anche la scrittura può venirci in aiuto e se non si riesce con questa a silenziare la mente, possiamo incanalare il flusso dei pensieri e dar loro una forma strutturata, per esempio creando un dialogo con se stessi.

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