Domini esperienziali e modello di sviluppo del talento (parte 2/2)


A nostro avviso, queste sono sfide decisive: le sfide che una educazione centrata sulla pedagogia dell’orientamento e della crescita personale deve porre in essere e porre in atto. Le sfide che i giovani di oggi devono riflettere ed affrontare per dare significato, appartenenza, valore, scopo e amore al corso della loro propria esistenza.

Sosteniamo inoltre che i quattro domini non costituiscono un continuum sequenziale nell’esperienza: la crescita personale non ha necessariamente una natura progressiva, cumulativa ed evolutiva di tipo stadiale, ma…. agire nel dominio 3 della passione significa al contempo potenziare il dominio 2 del fronteggiamento, cosi come agire sul dominio 2 del sostegno significa agire sul dominio 1 della progettualità. La parte, come si suol dire, agisce sul tutto!

Ogni dominio è, invece, aperto ed interagente con tutti gli altri. Allo stesso tempo tutti i domini sono contestualizzati all’amalgama funzionale relazione-esplorazione simboleggiata dal mix cromatico che abbiamo indicato in rosa-azzurro (nella figura qui sopra)

 

Domande stimolo

·       È possibile distinguere relazione/esplorazione?

·       E’ possibile una relazione senza esplorazione?

·       E’ possibile una esplorazione senza relazione?

·       In che modo la relazione è in se stessa esplorazione?

·       In che modo l’esplorazione è in se stessa relazione?

Ed ecco allora che arriviamo al cuore del modello pedagogico per l’orientamento e la crescita personale, centrato sui costrutti e sui processi di apprendimento (inteso come apprendimento e sviluppo del talento) e pensato in relazione alla epistemologia gestaltica che da sempre fa da sfondo alla nostra scuola ed alle nostre ricerche.

Il modello rappresenta il ciclo di contatto della teoria gestaltica, inteso come processo di formazione della personalità (ovali di colore rosso) e crescita della persona secondo la dinamica figura-sfondo cosi cara a tutti i gestaltisti (rettangoli verdi) e mette in relazione le fasi del ciclo di contatto (box di colore arancione) con le fasi dello sviluppo del talento (box di colore grigio) all’interno dei contesti sociali in cui la persona si trova immersa (cerchi di colore viola).

Il tutto viene, infine, messo in relazione con tre concetti e prassi fondamentali della storia della filosofia: aretè, entelechia, eudaimonia laddove, in sintesi, l’aretè è intesa come consapevolezza della propria virtù, l’entelechia è la intenzionalità e la tensione attuativa-realizzativa a concretizzare la propria peculiare forma e l’eudaimonia è l’appagamento e la soddisfazione che derivano da una gestione consapevole di tutto il processo.

 

“Cerco l’uomo”(Diogene di Sinope). Ci viene riferito che egli pronunciava questa frase camminando in pieno giorno con la lanterna accesa nei luoghi più affollati e che, con evidente, provocatoria ironia, voleva significare appunto questo: “cerco l’uomo che vive secondo la sua più autentica essenza, cerco l’uomo che, al di là di tutte le esteriorità, di tutte le convinzioni della società, e al di là dello stesso capriccio della sorte e della fortuna, sa ritrovare la sua natura genuina, sa vivere conformemente ad essa, e, cosi sa essere felice.

 

 

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