QUANDO IL POTERE RENDE DEBOLI


“E’ proprio nella lotta dell’io per la conquista del potere che l’individuo è più aperto all’influenzamento” (Rollo May, L’arte del Counseling)

Il paradosso del potere si potrebbe esprimere così:

Quanto più perseguiamo il potere sugli altri, tanto più perdiamo il nostro potere personale.

Quando perseguiamo una posizione di dominio o tentiamo di influenzare l’altro, inevitabilmente mettiamo in atto strategie manipolative, ad esempio nella comunicazione, oppure indossando una maschera utile allo scopo finiamo per aderire ad un immagine artefatta di noi stessi. Questa immagine  necessariamente parziale o inautentica, piano piano si confonderà sempre di più col nostro vero io.

Inoltre per essere necessariamente forti, la vulnerabilità deve rimanere esclusa e celata.

In questo processo è quasi inevitabile che ci ritroviamo ad aderire a modelli di comportamento mutuati dall’esterno, quelli che ci sembrano vincenti e che sembrerebbero assicurarci una posizione di privilegio o di vantaggio sull’altro.

In questo modo però ci apriamo all’essere pesantemente influenzati dall’ambiante esterno, spostando il nostro criterio di valutazione al di fuori di noi. Quindi perdiamo potere. Diventiamo sempre più inautentici, estranei a noi stessi, nell’illusione di porci al di sopra degli altri.

Perseguire il potere “egoico”, il potere “sugli altri” in realtà ci priva del nostro potere più vero e autentico che è quello di autodeterminarci, autorealizzarci e nutrirci di relazioni significative.

Il potere di scegliere chi vogliamo essere, facendo emergere i nostri valori di riferimento dal contatto con la nostra interiorità, piuttosto che dall’adesione a modelli mutuati dall’esterno.

Inoltre questa stessa relazione di squilibrio con una parte che domina ed una che è dominata, la mettiamo in atto al nostro stesso interno, cercando di nascondere occultare o addirittura cancellare quelle parti di noi stessi che non risultano funzionali al potere e al successo.

Quindi il nostro potere di autodeterminazione risulta indebolito e ci priviamo della possibilità di integrare e sviluppare tutte le parti del nostro sé. 

Il senso di connessione con l’altro, l’intelligenza emotiva e le capacità empatiche vengono ulteriormente indebolite e assopite.
Ci priviamo così di un nutrimento essenziale che deriva proprio da quest’intima connessione con l’altro, ci sentiamo sempre più separati e isolati.
Probabilmente cercheremo di soffocare questo senso di isolamento, con sempre più potere, successo, riconoscimento esterno.

Perseguire il potere come dominio sull’altro, “il potere su”, indebolisce il nostro potere personale, mina la nostra identità essenziale  e relazionale.
 
Questo vero e autentico potere è rinforzato dalla condivisione, dallo scambio, dalla collaborazione.
Il potere personale autentico non può che essere “potere con” gli altri, una forza che arricchisce sia me che l’altro che l’ambiente sociale.
Credo che su questo tipo di potere ci sia ancora molto da scoprire e sperimentare.

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