La gestalt a scuola [parte 7/10]


 

La gestalt psicosociale ed i modelli di apprendimento

Nel testo <<Fare formazione>> Giampiero Quaglino propone l'elaborazione di una Teoria dell'Apprendimento e, ripercorrendo i contributi teorici di diversi autori, come ad esempio Burgoyne e Stuart, giunge a delineare una classificazione che distingue otto grandi aree di scuole di pensiero o modelli di apprendimento.

 

  1. Modello di apprendimento per condizionamento
  2. Modello di apprendimento per aggiustamento
  3. Modello di apprendimento per passaggio di informazioni
  4. Modello di apprendimento cibernetico
  5. Modello di apprendimento cognitivo
  6. Modello di apprendimento esperienziale
  7. Modello di apprendimento per “influenzamento” (social influence)
  8. Modello di apprendimento pragmatico

 

Ognuno di questi modelli presuppone una diversa weltanschauung sull'essere umano, una diversa ipotesi sulla natura dell'uomo, un determinato modello di uomo; inoltre, ogni modello può essere identificato con una metafora che ne individua e visualizza il senso profondo ed il significato generale; ciascun modello infine si caratterizza e si distingue dagli altri grazie ad una serie di concetti chiave ed alla scelta di diversi principi generali fondanti.

 

Scorrendo le descrizioni particolareggiate degli 8 modelli presentati, possiamo leggere la metodologia formativa della Gestalt Psicosociale e chiederci:

 

 

Dove può essere collocata la metodologia della Gestalt Psicosociale? Che cosa “eredita” o condivide dei diversi modelli? Quali caratteristiche la accomunano e la differenziano? Oppure essa può addirittura esser proposta come un “nono modello”, come una metodologia formativa innovativa... e per quali ragioni?

 Cosi, da appassionato di Gestalt Psicosociale e da amante del mondo della formazione ho iniziato a pormi domande del genere; lo stimolo è venuto spontaneo ed è stato rafforzato, poi, dalla consapevolezza del fatto che non esiste ancora, per cosi dire, uno “studio tecnico” sulla Gestalt Psicosociale come modello di apprendimento.

Dall'altra parte mi sono reso conto, leggendo libri di diversi autori, dell'esistenza di molti tentativi di classificazione della “Professione Formatore” nonché dell'esistenza di diverse proposte tipologiche relative: si parla di Formatore trasparente, di formatore divorante, di leadership democratica o di leadership autoritaria e cosi via. In tal senso mi sono chiesto: chi è il Formatore della Gestalt Psicosociale (Gestalt Trainer)? Perchè non tentare un'elaborazione sulla base dei concetti chiave della Psicologia della Gestalt? Ad esempio, nell'ambito della Gestalt Psicosociale come metodologia per la gestione di gruppi di formazione e quindi come strategia per “fare contatto” potremmo identificare i “disturbi” che impediscono al formatore di stabilire un rapporto autentico e di creare il giusto clima, inficiando cosi l'efficacia della formazione stessa: in questo senso si potrebbe parlare di un formatore che deflette, di un formatore che introietta, di un formatore confluente e cosi via identificando poi le caratteristiche specifiche di ogni tipologia.

Allo stesso modo si potrebbe scrivere un capitolo su “i livelli dell'esperienza del formatore” ed individuare le caratteristiche del formatore cognitivo, del formatore emotivo, del formatore eroico e via dicendo.....

In questo modo potremmo creare un percorso di formazione per “formatori della gestalt psicosociale” ed elaborare anche esercitazioni pratiche da utilizzare in aula, del tipo: chi è il formatore della gestalt psicosociale? E tu.... che formatore sei? Chi è il formatore confluente? In quale tipo ti riconosci? Quali carateristiche dei diversi tipi ti appartengono? Come formatore di quali livelli dell'esprienza sei consapevole? Quale livello pensi di utilizzare in modo prevalente? E si potrebbero pensare simulate o roleplaying specifici per ogni livello dell'esperienza in modo da formare formatori come gestaltisti consapevoli delle diverse modalità e “padroni” di gestirle in aula secondo le diverse esigenze del qui ed ora …..Ecc ….. ecc …. (ma questo sarà un argomento dei prossimi capitoli...)

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