Si chiama gelotologia cioè lo studio della risata, ed è una nuova materia che si inizia ad applicare alla scienza. Ce ne sono di tutti i tipi.. Schietta, spontanea, accennata, falsa ma è presente in ogni cultura e predispone l'uomo alla comunicazione. Stiamo parlando della risata. "La risata è un modo per esprimere solidarietà e senso di appartenenza al gruppo, un po' come un branco di lupi ululanti" commenta la psicologa americana Jo-Ann Bachorowski. Ridere, fa ridere non solo il volto, ma anche il diaframma, i visceri, migliora la circolazione sanguigna, e incrementa le difese immunitarie ed alcalinizza notevolmente cellule e tessuti.
Come dice un vecchio saggio, per ridere si utilizzano oltre sessanta muscoli, pellicciai, mimici, cervicali ecc., mentre per piangere solo una ventina ... Nell'umorismo peraltro da un punto di vista psicologico, trova ampio spazio l'esperienza della sensibilità nonchè quella dell'esplorazione totale dei risvolti e dei numerosi punti di vista del proprio vissuto. L’umorismo consiste nel “sentimento del contrario”; vedere il contrario di tutte le cose, cioè il lato oscuro delle cose, è appunto la prerogativa dell’umorista(Pirandello), ed è da qui che nascono situazioni abnormi, casi particolari, tipiche delle pagine del disagio. Tutti abbiamo sorriso leggendo l'inettitudine di Zeno Cosini dello Svevo sempre alle prese con comportamenti ripetitivi, come iniziare di smettere di fumare, tratti tipici di molti soggetti in psicoterapia, molti altri, come i personaggi di Pirandello, vivono per molti anni immersi in una realtà a loro stessi "aliena" , finquando un qualsiasi cambiamento non li porti alla presa di coscienza di sè e della propria vita inadeguata. E' la crisi!. Tornare indietro è impossibile...Un punto decisivo, in questa possibilità dell’umorismo, riguarda quindi il ruolo della riflessione; è appunto dalla riflessione che viene messo in moto il sentimento del contrario che non potrà avere ultima meta diversa se non
l'accettazione. Sì l'accettazione di sè è il primo passo, un atto d'amore verso se stessi e farlo sorridendo non può che aiutare. Si produce un vissuto di piacere e ciò avvicina il cliente al Counselor ponendo basi più solide nel rapporto Empatico. Insieme si ride, si pianifica si disegna il cambiamento e si affrontano le difficoltà ma lo si fa scherzando. Unica difficoltà è che far ridere è difficile, difficilissimo, e richiede maggior attenzione al controtransfert, ma aiuta molto e quale scopo diverso ha il lavoro del Counselor se non AIUTARE? Parafrasando il dottor "Patch" Adams .. I mali che affliggono la maggior parte dei malati, come la sofferenza, la noia e la paura, non possono essere curati con una pillola. Si deve aver curare delle persone, non delle malattie".. chi vive il disagio...vorrebbe TANTO tornare a ridere.
di Lungarini Alessandro
Bibliografia:
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