L'applicazione del metodo scientifico in una relazione di aiuto


ImageDesidero parlarvi della relazione di aiuto e di alcuni aspetti che spesso sono considerati, all’interno di un grande giardino fiorito, erbaccia, dimenticando che a volte “l’erbaccia è una pianta di cui non sono state scoperte ancora le virtù” R.W. Emerson.
Voglio incominciare parlando dell’applicazione del metodo scientifico in una relazione di aiuto. Alla luce degli stessi limiti che la scienza medesima si riconosce, applicare il metodo scientifico alla relazione di aiuto, ossia fissare un obbiettivo e seguire una serie di ipotesi e conferme per raggiungerlo, porta in seno il rischio di lanciarsi in interpretazioni psicologiche legate a modelli di conoscenza che fanno parte di un immenso universo di altrettanti modelli, ognuno convinto della propria validità.

 



Questo può portare a porre l&! rsquo;importanza del modello che si è scelti di seguire sopra l’unicità del vissuto di quella persona. Ascoltare diviene a volte meno importante che interpretare, il pensiero diventa un rebus da risolvere; la meta diventa pericolosamente più importante del viaggio e il modello rischia di essere il soggetto della relazione. Alcune cose non vanno comprese vanno solo accettate. La scienza non può accettare nulla che non comprende e spesso tra le cose che non comprende si colloca proprio una parte del vissuto, del pensiero, dell’anima dell’essere umano.

 

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