Platone (parte 2)


Come avviene il processo conoscitivo? Gli eristi sostenevano che la conoscenza è impossibile perché “non posso cercare e conoscere ciò che non conosco appunto perché se lo trovassi non potrei riconoscerlo; d’altra parte non posso cercare e conoscere ciò che conosco già appunto perché già lo conosco. Platone cerca di superare questa Aporia proponendo la teoria della ANAMNESI.

ANAMNESI: è una forma di “ricordo” e di riemergere di ciò che esiste già da sempre nella nostra anima. L’anima è immortale ed ha visto il mondo delle idee… deve solo ricordare e trarre da se ciò che da sempre sa (ESPERIMENTO DELLO SCHIAVO IGNORANTE: attraverso un procedimento maieutico Platone fa risolvere ad uno schiavo ignorante un problema di geometria che implica la conoscenza del teorema di Pitagora! Ma come ha fatto lo schiavo? Ha tratto la conoscenza da sé). Platone ribadisce che i sensi ci danno conoscenze imperfette mentre la nostra mente contiene le conoscenze perfette (idee) che si impongono oggettivamente.

Da una parte abbiamo l’opinione (DOXA) e dall’altra abbiamo la scienza (EPISTEME):

·        l’opinione si divide in immaginazione (eikasia, che si rivolge alle ombre e alle immagini sensibili delle cose) e credenza (pistis, che si rivolge agli oggetti sensibili). Ci sono altresi due modi di cogliere il mondo sensibile (ogni modo è proporzionale al livello dell’essere; più il grado di essere è alto più il modo è “vero”)

·        la scienza si divide in conoscenza mediana (dianoia, si tratta della conoscenza matematica-geometrica) e pura intellezione (noesis, pura conoscenza dialettica delle idee). La dianoia ha ancora a che fare con “elementi di fisicità” (le forme delle figure) e con procedimenti che implicano ipotesi. Mentre la noesis è il coglimento puro dell’idea del bene! Solo il FILOSOFO accede alla noesis risalendo da idea ad idea fino ad arrivare al Bene supremo (questo risalire è la DIALETTICA). La dialettica in altri termini è: coglimento, fondato sull’intuizione intellettuale, del mondo idelae, della sua struttura, delle relazioni tra le idee e questa struttura è la verità stessa. Il NUOVO SIGNIFICATO DELLA DIALETTICA, come si vede, dipende tutto dagli esiti della seconda navigazione.

L’ARTE non ha alcun valore conoscitivo poiché essa è MIMESI ossia imitazione di cose sensibili (che sono già copia delle idee). L’arte è dunque copia di copia per cui è menzognera e distoglie massimamente dalla verità

La tematica della BELLEZZA non viene legata al tema dell’arte ma al tema dell’AMORE. L’amore (EROS) è demone mediatore tra il mondo sensibile e il sovrasensibile che alla vista di oggetto “bello” infiamma l’anima e la spinge a ritornare (ANAMNESI) all’origine della bellezza ossia all’idea del Bello/Bene che viene intuita nell’oggetto sensibile. In tal modo l’amore diventa una via a-logica per accedere all’assoluto e tornare alla verità. L’oggetto può dirsi bello non in sé e non fisicamente ma per effetto del “tralucere” dell’idea della bellezza in esso.

La MORTE diventa un evento che riguarda solo il corpo e non è pensata come un “danno” per il corpo anzi, la morte arreca beneficio permettendo al corpo di liberarsi della corporeità ed accedere alla purezza dell’ideale. Vivere per la morte (in tal senso) significa rifuggire dal mondo e dalle cose mondare per rendere l’anima virtuosa e simile a Dio. La purificazione avviene trascendendo i sensi e fondendosi con l’intellegibile: questo può avvenire solo tramite la CONOSCENZA. Ecco perché il processo di conoscenza razionale è anche un processo di conversione morale in cui la dialettica gioca il ruolo decisivo risalendo dall’apparenza alla verità, dal divenire all’essere.

Cosi la dottrina dell’immortalità dell’anima diventa cruciale: infatti Socrate aveva detto che comprendere che l’uomo è la sua stessa anima equivale a fondare una nuova morale. Ma poi…. Se l’anima muore con il corpo? La morale perde nuovamente il suo fondamento! Con Platone invece l’anima diventa capace di cogliere l’immutabile e l’eterno e per far questo deve essere essa stessa immutabile ed eterna. Con Platone l’uomo ha scoperto di definitivamente a due dimensioni (anima immateriale e meta-empirica e corporeità corruttibile).

·        MITO DI ER: In origine l’anima vive presso gli Dei e nella “radura della verità” in base alla conoscenza del vero/falso, bene/male, virtù/vizio sceglie la vita che vivrà (INTELLETTUALISMO ETICO ESTREMO) …. Poi beve la dimenticanza e cade in un corpo

·        MITO DEL CARRO ALATO: le anime sono come un carro alato il cui auriga è la Ragione stessa. Tuttavia ci sono cavalli che spingono verso il basso (anima irascibile e concupiscibile) e cavalli che spingono verso l’alto e verso la contemplazione delle idee. Le anime che riescono a contemplare le idee restano presso gli dei mentre le altre, spinte dall’ira e dal desiderio, si ammassano, fanno ressa e cadono sulla terra. Il tipo di vita che ogni anima vivrà dipende da quanta verità è riuscita a vedere.

I miti platonici ci portano verso una specie di FEDE RAGIONATA: l’uomo è sulla terra come di passaggio e la vita terrena è una prova in base al quale sarà giudicato. Se avrà vissuto della giustizia allora meriterà l’Isola dei Beati, se avrà vissuto nell’ingiustizia allora sarà castigata nel Tartaro, se avrà vissuto in parte di ingiustizia ma con pentimento e comprensione allora meriterà un “purgatorio temporaneo”

 

 

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