L’incanto del colore – Counseling e Arteterapia

Inviato da Sabrina Gatti

 Arte.

L’espressione più perfetta per rivelare all'esterno il segreto più intimo dell’anima fin dalle origini della razza umana.

Il veicolo più completo di sentimenti, emozioni , ansie e desideri dei singoli come di intere civiltà. L’arte non è solo diletto, puro e semplice piacere estetico, frutto a malapena del gusto personale, l’arte è vita, è speranza è desiderio e senso di libertà piena, la ragione dell’esistere nonché il più completo, ideale modo di esprimere il vero volto del nostro io profondo.

 

L’arte come ricerca del sé, come indagine nell’inconscio alla ricerca della propria essenza, della propria spiritualità, del proprio inconscio, del segreto del nostro animo.

L’Arteterapia, ovvero, l’arte come terapia, come cura, come ‘’sostegno ‘’.

‘’Dhar’’, ‘’sostegno’’ termine sanscrito ,che all’origine sta del termine terapia, seguendo l’etimologia e il suo significato più profondo .

Curare e sostenere, non secondo la concettualità tipica dell’approccio medico, ma l’uso dell’arte come strumento per dedicare attenzioni al proprio essere ed attraverso di lei donare aiuto a chi lo domanda, o semplicemente a chi ci sta difronte.

La maieuticità dell’arte, il suo potere intrinseco di trarre dal profondo dell’anima il vero io come qualità segrete di cui spesso non si è neppure a conoscenza, doni preziosi da sempre posseduti, che giacciono nel profondo dell’inconscio nell’attesa di essere scoperti o semplicemente liberati dalla lunga prigionia inferta loro dall’oblio.

L’arte ed il suo uso a scopo terapeutico hanno origine comune, nello stesso momento, fi n dai primordi della razza umana e le prime primordiali manifestazioni artistiche, l’essere umano ha ricercato inconsciamente in questa manifestazione il suo io profondo, la comunicazione con l’esterno di un sogno. Di un desiderio, o anche solo del sentimento legato ad un esperienza quotidiana, non importa ma comunque di comunicare, di esprimere se stessi, tirando fuori emozioni sopite nel proprio cuore, prendendosi cura di sé, o aiutando chi della comunicazione si fa fruitore, raccontando, offrendo una visione delle cose da condividere, mostrando che alcuni sentimenti non appartengono ad una sola anima, ma possono essere condivisi e compresi. Condivisione come forma di comprensione, di empatia, e per questo di aiuto.

Espressione e fruizione. L’arte nella sua visione terapeutica, si fonda su due momenti : uno passivo, di semplice fruizione (visione di una mostra di pittura, di un’opera teatrale, o semplicemente l’ascolto di un brano musicale), e di uno attivo, di espressione per l’appunto, dove è il soggetto stesso a dare libertà al proprio io, attraverso la libera espressione di una pratica artistica, (pittura, scultura, musica…qualunque forma d’arte si senta la più vicina al proprio essere, al proprio cuore.)

Il teatro greco è forse la prima vera espressione cosciente di Arteterapia. Nato come rito religioso, in occasione delle Dionisie, con la sua evoluzione, che lo porterà ad un livello sempre più professionale , (quindi con la presenza di spettatori passivi), non perderà mai quella sua funzione primigenia, anzi la potenzierà, aumenterà il suo effetto catartico di liberazione dalle passioni, dalle pulsioni estreme che animano nel profondo da sempre l’animo umano, rinascendo in uno stato di nuova consapevolezza, di nuova conoscenza di sé e dei propri istinti più profondi, con la capacità nuova di comprenderli e controllarli, sfogando nella visione, nella fruizione dell’opera rappresentata ogni singola emozione positiva o negativa in essa e riconquistando il

dominio perfetto sul proprio essere.

La musica o l’arte nel senso più materico della creatività sono quindi da sempre considerati valide forme d’aiuto alla persona , anche in ambito medico, troviamo infatti già nell’Ottocento, l’utilizzo medico di tali metodiche soprattutto rivolti all’ambito psichiatrico.

Tra le forme d’arte utili allo scopo, tutte ugualmente perfette, tutte sullo stesso piano come importanza, quelle che però, forse risultano le più semplici come approccio, quelle che non rischiano di provocare la seppur minima sofferenza, e richiedono la minore  esposizione delle proprie emozioni di fronte a qualcuno, pur consentendo di essere parte attiva , sono certamente quelle legate all’approccio con il colore. In un percorso di Counseling, bisogna tenere presente soprattutto l’ambiente che si offre al cliente, e che non tutte le persone sono estroverse di natura, disposte ad esempio a mettersi direttamente in esposizione rivelando in un'unica visione la propria interiorità. E’ necessario creare un ambiente più sereno, rilassato, dove chi chiede aiuto si senta tranquillo, meglio disposto ad aprirsi a poco a poco, secondo i suoi ritmi, senza alcuna forzatura, più vicina all’intimità dell’essere e con maggiori garanzie di rassicurazione.

La magia del colore, l’utilizzo di quello che è l’incanto per antonomasia, l’energia della luce che della vita è l’essenza stessa , è sicuramente un ottimo punto di partenza per iniziare un percorso d’aiuto. Il colore parla, racconta da sé la sua storia, rivela i segreti stati d’animo, le ansie e i desideri del cuore, con una voce dolce, ma silente, priva di parole eppure forte e chiara come la furia dell’uragano.

Scegliere dei colori, guardare un’opera, oppure spingersi più in là, mescolare delle tinte, creare dei nuovi colori , tutto può essere fonte di conoscenza di sè, di autoconsapevolezza, di scoperta o di riscoperta della propria forza vitale.

Il colore come fonte primigenia dell'intima energia del cuore, come l'essenza stessa della luce di cui i colori non sono che il riflesso come lo sono per l'anima i sentimenti.

Nel Counseling, il colore può essere un valido alleato per aiutare a trarre dal profondo ogni emozione, ogni sentimento anche imprigionato da sempre. Attraverso un percorso di Arteterapia ,magari ispirandosi direttamente ai principi della cromoterapia, la disciplina olistica che utilizza i colori come terapia, oppure a quelli della cromatologia ovvero lo studio degli effetti del colore sulla sfera emozionale o sulla percezione psicologica personale di un soggetto.

Guardare il colore, sceglierlo, sperimentarne il contatto, dipingendo, senza nessuna competenza, non è assolutamente necessario, essere una novella Artemisia Gentileschi o un emulo di Caravaggio per toccarlo, per entrare in contatto con il riflesso della luce, ma solo l'istinto.

Matite, colori ad olio, tempere, qualunque materiale, mescolato , utilizzato solo seguendo la voce dell'intimità profonda, lasciandosi guidare, non dalla ragione, ma solo dal canto segreto dell'IO.

Sabrina Gatti

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