Comunicazione e Genitorialità


"Solo l’armonia tra ciò che diciamo e come lo diciamo potrà dare origine a una comunicazione sincera ed efficace" Essere genitori non è sempre facile, anzi quasi mai lo è. La comunicazione con i figli dovrebbe essere libera, continua, neutrale. Un genitore che parla tanto, che ripete tante volte lo stesso concetto, che pone molte domande, che urla, che elenca una serie di regole e compiti da seguire ed eseguire non comunica, sta monologando.

 

Il monologo impedisce una comunicazione aperta, favorendo momenti di tensione; l’obiettivo della comunicazione emotiva è quello di far sentire un figlio rispettato, apprezzato ed incoraggiato ad esprimere sempre le sue emozioni i suoi pensieri e soprattutto le sue paure.
Gran parte delle criticità tra genitori e figli trova la sua origine nella comunicazione, spesso i genitori non si spiegano quale sia il problema perché perdono di vista un punto importante e cioè che i bambini crescono per imitazione e di conseguenza anche nella comunicazione figlio-genitore tenderanno ad imitare. Se i genitori riescono a comunicare bene come coppia, la crescita e la serenità dei figli ne beneficiano in modo straordinario in ogni situazione, anche quelle più critiche come un divorzio. E’ fondamentale che i genitori trovino una forma di comunicazione serena affinché anche un momento di crisi possa essere vissuto dai figli come un momento di comunicazione emotiva.
La comunicazione fluida tra i genitori anche in momenti di criticità, permette ai figli di vivere il momento della condivisione più serenamente, senza la paura di esser giudicati per le loro emozioni o per il loro diverso punto di vista.
La comunicazione emotiva è una comunicazione senza età, la si utilizza dai primi momenti di vita, è limpida e fluida e priva di ogni giudizio. Questo ovviamente non esclude o cancella i momenti di capriccio, di dispetto, o di ribellione, anzi permette che anche queste fasi, normalissime dello sviluppo, vengano vissute con più serenità dai bambini, i quali non avranno timore di manifestare il loro disagio, il loro disappunto o semplicemente la loro volontà del momento.
Spesso i genitori si pongono domande tipo:
“Ma perché non mi ascolta? Perché non rispetta le regole?”
Oppure si rivolgono ai figli dicendo:
“Allora lo fai apposta? “
Le risposte a queste domande sono svariate ma è importante ricordarsi che i bambini non conoscono limiti e l’unico modo che hanno per conoscerli è sfidarli, è qui che entra in gioco la comunicazione genitore-figli. Loro non sfidano i genitori ma sfidano la regola, devono comprendere fin dove arrivare e a quel punto si deve scegliere tra due strade, quella della comunicazione verbale: (Probabilità di capriccio molto alta)
Genitore: “Lascia la palla subito”
Figlio: “Perché?”
Genitore: “Perché SI”;
e quella della comunicazione emotiva: (Da divieto a permesso, Da divieto ad alternativa condivisa)
Genitore: “ X metti la giacca e vai a giocare in giardino, oppure prendi un altro gioco e vieni qui che giochiamo insieme”.
Loro sanno benissimo che non possono giocare a palla, sta al genitore gestire la sfida fornendo il limite evitando la crisi.

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