L'EMPATIA


empatia

Nel 1975 uno studio su alcuni pazienti aventi lesioni nel lobo frontale destro, dimostrò come essi avessero perso la capacità di comprendere messaggi emozionali dal tono di voce sebbene in grado di capire le parole. Oltre a questo tali soggetti non erano in grado di esprimere le proprie emozioni essi erano consapevoli di ciò che provavano ma solo che non riuscivano a comunicarlo. Questi studi furono portati avanti da Brothers il quale indicò l’amigdala e le sue connessioni con le aree associative della corteccia visiva come parte di un circuito cerebrale fondamentale per l’empatia. Un primo studio fu fatto sugli animali in particolare scimmie rheus.

L’esperimento consisteva nel mettere in una gabbia due esemplari di cui in un primo momento entrambi ricevevano delle scosse ma solo uno poteva spingere la leva per farle cessare;  in un secondo momento la scossa veniva data ad una singola scimmia mentre l’altra aveva solo la possibilità di pigiare la leva. Il risultato fu che quando sul volto della scimmia sottoposta a scossa l’espressione era di spavento l’altra spingeva la leva. A seguito di ciò furono impiantati alcuni elettrodi nel cervello di questi primati per registrare l’attivazione dei singoli neuroni della corteccia visiva e dell’amigdala. Una condotta psicologiacamente disturbata è un tratto comune negli stupratori, molestatori, e altri individui che scarico la propria violenza sui familiari; essi sono incapaci di empatia.

Questa cancellazione di empatia in tali individui verso le proprie vittime fa quasi sempre parte di un circolo emozionale che precipita in atti crudeli. Nell’esempio di uno stupratore il ciclo comincia quando egli si  sente depresso o solo perciò cerca sollievo in una fantasia di solito nell’amicizia con una bambina/o;  successivamente assume il ruolo di una fantasia sessuale e si conclude con la masturbazione.  Questo provoca in lui un momentaneo sollievo al suo abbattimento ma pur sempre di breve durata.

Egli comincia allora a mettere in atto la propria fantasia dicendo: “ la bambina non avrà lesioni fisiche”, “ e la bambina non vuole avere un rapporto con me può fermarmi”. A questo punto  il molestatore vede la vittima attraverso lenti di una fantasia perversa senza empatizzare con i sentimenti reali della bambina in quella situazione. Molti dei nostri comportamenti sono influenati dalle nostre emozioni e dai nostri vissuti. Un buon counselor dovrebbe prendere atto di tutto quello che è presente nel bagaglio del cliente in maniera attinente con il problema presentato sul qui e ora. Infatti nel couseling non si cerca di attuare quello che accade nella psicoanalisi ma alla luce di quanto esposto; se un emozione o un comportamento può essere correlato a un evento passato un esplorazione più approfondita non è da sottovalutare. 

Pensiero questo ripreso nella terapia della gestalt in cui le fasi di un colloquio posso essere articolte in:

 

·         individuazione del bisogno

·         contestualizzazione

·         esplorazione

·         integrazione

 

Il comportamento non va solo analizzato, ma va percepito nell’insieme più vasto del contesto globale. Il COME (il descrivere) precede il PERCHE’ (lo spiegare) per cui  l’elemento essenziale è il VISSUTO IMMEDIATO (qui e ora). 

 

Questo schema prende in considerazione quelle che sono:

·         sensazioni

·         consapevolezza

·         mobiliazione/azione

·         ritiro

a seconda del dove si blocca una persona possono apparire differenti patologie.

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