MODELLO COGNITIVISTA E RELAZIONE CON IL COUNSELING


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Ciò che muove ogni individuo sono i suoi schemi mentali cioè il modo con cui egli ha imparato a guardare e vivere ciò che lo circonda. Lo schema mentale è quella parte di noi che ci permette di formulare pensieri davanti ad un determinato evento; tale pensiero può essere distorto e portare ad emozioni negative o consono.  La teoria che più si avvicina a tale concezione è quella costruttivista di kelly  per il quale l'universo è ciò che la nostra mente e i mezzi che scegliamo vogliono vedere di esso e tale interpretazione avviene in maniera mutevole e continuativa. Trasferito sulla persona, si afferma che essa non ha un'unica biografia dalla quale dover  dipendere, ma la personalità dell'individuo è multidimensionale: siamo contemporaneamente più copioni simultanei e potenziali vite parallele in continuo cambiamento in cui ciò che ci influenza è l’ambiente stesso.

 

Ma allora per i cognitivisti dove si situa il comportamento?

 

 

Esso non è altro che la conseguenza di uno schema avente una natura dimensionale e non categoriale. 

 

Gli schemi di base sono strutture profonde che influenzano constantemente la lettura della realtà e che ci portano a formulare dei pensieri automatici specifici in una determinata situazione, siano essi funzionali o disfunzionali per l'individuo;sono presenti in ognuno di noi, rappresentano il risultato di come l'individuo si è sentito nel corso della sua vita, costituiscono la base per vagliare,differenziare e codificare gli stimoli,si confermano all'infinito, sono sconosciuti dall'individuo che ne sarà costantemente influenzato nella formazione di pensieri automatici siano essi positivi o negativi. Lo schema non costituisce un pensiero,un'idea,un costrutto cognitivo, è un organizzazione di senso delle esperienze che contiene anche un costrutto emotivo. 

Si sviluppano prevalentemente nell'infanzia a partire da bisogni infantili insoddisfatti quali : accudimento materiale ed emotivo, protezione e sicurezza (ambiente come porto sicuro), base stabile e prevedibilità, accettazione e elogio, validazione e libertà di espressione delle emozioni e dei bisogni, autonomia,senso di competanza e d'identità, spontaneità e gioco ed infine limiti realistici ed autocontrollo; variano a seconda del temperamento dell'individuo, delle influenze culturali e sono rappresentazioni realistiche dell'ambiente nel quale l'individuo è cresciuto. 

In ambito anatomico sono le aree orbito-frontali ad essere direttamente coinvolte ed interessate  dall’esperienze di attaccamento, per altro maggiormente rappresentate a livello dell’emisfero destro. A livello di questa le informazioni provenienti dall’ambiente esterno vengono integrate ad informazioni provenienti dall’ambiente interno tramite strutture sottocorticali;queste sono le ragioni per cui alla corteccia orbito-frontale è stato attribuito il ruolo di creare una connessione tra relazione d’oggetto ed emozione e di rappresentare il substrato per la possibilità di generare una rappresentazione di sé,una rappresentazione oggettuale e la relazione tra queste ed uno stato affettivo. 

Tale struttura profonda influenza constantemente la realtà inoltre schemi e convinzioni si ripetono sempre in maniera circolare e infinita; la scoperta da parte del cliente dei suoi schemi e pensieri disfunzionali devono essere di natura socratica cioè guidata ma non suggerita.

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