Televisione e Videogiochi. No all’abuso e dipendenza


A teledipendenza

L'utilizzo della televisione è oggigiorno uno dei comportamenti maggiormente diffusi. Purtroppo, come può succedere con altri mezzi di comunicazione, l'uso della tv si può trasformare in abuso, e, addirittura, portare in certe situazioni ad una vera e propria dipendenza.

In tal caso fanno la loro comparsa sintomi psicofisici negativi, tipici appunto di una conclamata situazione di dipendenza. Si presentano allora: Astinenza (nel caso si cerchi di stare lontani dalla televisione), Tolleranza (ovvero l'esigenza di vedere sempre più tv per raggiungere l'appagamento delle volte precedenti) e/o Craving (cioè continui pensieri ed impulsi su come e quando poter usufruire della televisione).

La teledipendenza, come molte altre dipendenze, è prodotta dal connubio tra fattori psico-sociali, possibili disturbi psicologici presenti e le caratteristiche stesse del tubo catodico, ovvero la disponibilità di contenuti ad ogni ora di ogni giorno.

 

Negli ultimi anni la televisione ha iniziato a produrre veri e propri modelli di comportamento che, se in alcuni casi non prontamente compresi e filtrati, possono portare disagi psichici di non poca rilevanza all'individuo.
La televisione si è inoltre, per così dire, umanizzata diventando in tal modo fonte di compagnia, ma in realtà alienando gli individui dal contesto sociale, amicale e familiare.

Per quanto detto le persone che hanno una rete sociale esigua o inesistente, o hanno forti problematiche relazionali, sono maggiormente a rischio di sviluppare la dipendenza da tv.
L'abuso e la conseguente dipendenza si manifestano con una serie di comportamenti simili ad una vera e propria Dipendenza da sostanza.


L’attività ludica ha in sé degli aspetti psico-educativi e psico-sociali di grande importanza, in quanto essa è in grado di stimolare e partecipare alla formazione della personalità, della cognitività e dell'emotività, e non ultimi all'apprendimento di regole sociali e all’integrazione con gli altri.
Molteplici studi, infatti, hanno posto in evidenza che i bambini i quali fanno più esperienza di giochi di ruolo sviluppano una maggiore capacità di inserimento sociale, accrescendo empatia ed intelligenza emotiva.


Purtroppo oggigiorno il gioco è sempre più sostituito dal videogioco, il quale non ha le medesime caratteristiche maturative e che, anzi, può veicolare modelli poco pedagogici e uno stile di vita socialmente isolato.

In tal modo è da qualche anno che si sta assistendo al passaggio dal classico gioco al videogioco, e al fatto che esso alcune volte diventi un passatempo così tanto usato da generare uno stato di abuso ed una successiva vera e propria dipendenza.

Dunque con l'utilizzo smodato del videogioco si sono manifestati e moltiplicati per l'individuo diversi rischi circa il suo benessere psicologico, ma anche sociale, scolastico, familiare e così via.
Tale uso protratto per lungo tempo durante il corso della giornata si tramuta molto spesso nella cosidetta videogioco-mania.


Nella dipendenza da videogiochi il tempo impiegato a giocare virtualmente sale in modo esponenziale e in tempi brevi, invadendo spazi e tempi prima dedicati ad attività reali, alla scuola, al tempo libero, agli amici e sostituendosi ad esse.
L’ossessione verso l'utilizzo del videogioco può indurre uno stato di agitazione quando non vi è la possibilità di giocare e disturbi del sonno e di isolamento sociale legati all'eccessivo uso del gioco virtuale.

Un ulteriore problema, infine, oltre a quello legato alla dipendenza, è quello legato alla diffusione da parte dei videogiochi di ultima generazione di modelli e scene troppo violente per i loro giovani utilizzatori, i quali possono apprendere ed emulare comportamenti pericolosi per loro stessi e per gli altri amici e compagni.

 

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A presto Dr. Alloggio A. A.

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