Raccogliamo i doni della vita, sempre!


 Questa storia è una metafora della nostra inettitudine di accettare i doni della vita, convinti spesso di non meritarli.


Tre persone erano condannate  alla ghigliottina: un medico, un avvocato e un ingegnere. il giorno dell’esecuzione i tre carcerati furono messi in fila sul patibolo. “Desideri vedere in viso la lama o rivolgere lo sguardo altrove?” Chiese il carnefice al medico. “Osserverò in faccia la lama!” Rispose valorosamente il medico. E qui accadde una cosa stupefacente: la lama si fermò a pochissimi millimetri dal collo del medico!

La folla dei cittadini riuniti rimase esterrefatta e faceva mille congetture. Dopo una serie di diatribe concitate il carnefice disse al dottore: “Questo è un segno di Dio che non meriti di morire. Quindi, sei perdonato.” Colmo di gioia il medico si alzò libero di andarsene.


Poi toccò all’avvocato, il quale preferì anche lui di guardare in faccia la lama. La corda fu tirata, la lama cadde giù e ancora una volta si fermò a pochi millimetri dalla gola dell’uomo. Di nuovo ci fu un vocio fra la folla: due miracoli in un giorno! Proprio come aveva fatto col medico, il carnefice informò l’avvocato che si era manifestato un intervento divino e che poteva considerarsi libero. L’avvocato felice se ne andò.

L’ultimo condannato era l’ingegnere il quale, come i suoi predecessori, aveva scelto di guardare in faccia la lama. Fece aderire il collo nella curvatura della ghigliottina  e alzò lo sguardo al marchingegno sospeso sopra di lui. Il carnefice stava per tirare la corda quando l’ingegnere indicò il sistema di tiraggio e gridò: “Aspetta un attimo! Penso di aver capito dove sta il problema!”…..

In ciascuno di noi risiede un ingegnere che lavora più del necessario e si preoccupa in maggior misura di analizzare il problema anziché accettarne la soluzione. Molti di noi sono sottomessi al fatto di convivere con i propri limiti, di non meritarsi la gioia, di vivacchiare senza vera gioia, tanto che se arriva un dono inaspettato non sono in grado di accettarlo… Dobbiamo essere disposti a lasciar cadere il pesante fardello della colpa, dell’indegnità e affermare che siamo pronti a ricevere tutto il bello che la vita ha da offrirci. Accettando i doni del cielo attestiamo di meritare liberazione, libertà e celebrazione.

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