Psicosi, come diminuire i danni


PsicosiVoglio raccontarvi la storia di un bambino al quale darò un nome di fantasia...”Luca”,

Luca era  sempre stato un bambino insolito. Fin da piccolo, aveva difficoltà a farsi degli amici,  era sempre sospettoso verso gli altri. Dopo essere entrato al liceo è diventato sempre più arrabbiato, paranoico e distaccato. I suoi voti sono crollati,  si distraeva durante la lezione disegnando scene stravaganti sul suo diario e borbottando tra sé e sè, piuttosto che ascoltare l’insegnante.
 
Paranoia e difficoltà di socializzazione con gli altri sono segni di psicosi, una malattia mentale in cui le persone perdono il contatto con la realtà. Gli psicotici di solito hanno problemi nel pensiero razionale e coerente.  Possono sentire voci o avere allucinazioni, credendo che ciò che percepiscono è reale. Spesso tali illusioni portano a comportamenti bizzarri e, nei casi più gravi, l’incapacità di gestire la vita quotidiana. Ma lo psichiatra a cui si rivolgono i familiari di Luca,considera i sintomi di quest’ultimo troppo lievi per qualificarlo come psicotico. Luca, ovviamente, ha bisogno di un qualche tipo di intervento professionale, così viene rimbalzato tra vari psichiatri che, invece, non riescono a capire come aiutarlo.
 
Casi come quello di Luca hanno spinto alcuni operatori a proporre l’inserimento di una nuova diagnosi di rischio psicosi per la prossima quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), la “bibbia” delle diagnosi di salute mentale. Per ricevere questa diagnosi, il paziente dovrebbe avere deliri o allucinazioni una volta alla settimana (in contrasto con la maggior parte del tempo per almeno un mese per psicosi clinica). Inoltre, dovrebbe essere notevolmente afflitto da quei sintomi. 
 
L’idea di inserire una tale diagnosi nel DSM è molto controversa, ma i sostenitori sostengono che i pazienti come Luca hanno bisogno di aiuto immediato, sono ad alto rischio di sviluppare in pieno una  psicosi, la diagnosi precoce potrebbe essere in grado di avere risultati migliori di guarigione.
Attualmente  i pazienti con diagnosi di psicosi conclamata trovano sollievo, grazie ai cosiddetti farmaci antipsicotici atipici come il risperidone e olanzapina, che aiutano a ridurre allucinazioni e deliri. I pazienti possono anche beneficiare di alcune forme di psicoterapia. E i dati suggeriscono che se tali pazienti ricevono aiuto da entrambi i metodi, i risultati saranno migliori.
 
Un recente articolo pubblicato sul British Journal of Clinical Psychology ci rassicura sul fatto che noi tutti nella vita abbiamo avuto o avremo, con discreta probabilità, sintomi psicotici di lieve o media entità. Sintomi simil-psicotici quali le voci, sensazioni extra-corporee, visioni religiose o allucinazioni d’altro tipo, non sembrano essere così rari tra la popolazione generale.

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A presto Dr. Alloggio A. A.

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