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Che cos’è il counseling (M. Andreoli)

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Il Counseling può essere definito come un processo di interazione fra due persone, Counselor e Cliente, in cui il Counselor sostiene il Cliente nel processo di consapevolezza, nel contattare i propri bisogni e risorse, nello sperimentare nuove possibilità di comportamento. Il Counseling, quindi, è un insieme di abilità, atteggiamenti e tecniche per aiutare la persona ad aiutarsi, attraverso la relazione. Il presupposto fondamentale di questo tipo di intervento è che la persona ha già in sé le risorse necessarie e la proposta operativa è quella di creare le condizioni per farle emergere. E se questo atteggiamento di fiducia, a prima vista, può sembrare semplicistico e superficiale, Carl Rogers ne ha illustrato la validità teorica ed empirica. Grazie alla teoria di Rogers, infatti, il Counseling si è strutturato ponendo in primo piano l’attenzione al cliente come individuo e non come portatore di un problema, e al rapporto umano fra le due persone che si incontrano nel colloquio. Rogers afferma che il rapporto di Counseling o relazione d’aiuto: “E’ una situazione in cui calore umano, accettazione incondizionata e assenza di ogni pressione personale da parte del Counselor permette l’espressione più libera di sentimenti, comportamenti e difficoltà da parte del cliente”. Rogers evidenzia che in questa particolare esperienza di completa libertà emotiva, strutturata entro limiti precisi, l’ individuo è libero di riconoscere i suoi impulsi e le sue strutture comportamentali come in nessun altro tipo di rapporto. Il Counseling, nel concreto, fa proprio questo: permette a ciascun individuo di sentire ciò che prova, lo sostiene nel momento in cui riconosce delle parti di sé anche negative e lo accompagna verso l’accettazione di sé e quindi verso una nuova e più profonda consapevolezza. Tutto questo movimento, però, non deve essere confuso con la psicoterapia o con un percorso di analisi. Infatti il Counseling si differenzia innanzitutto per la profondità dell’intervento: non si lavora con la parte inconscia del cliente, ma sempre con la parte conscia (a volte anche con il preconscio). La persona è consapevole di quello che sta facendo e il Counselor lo aiuta a rimanere centrato su ciò che prova. Sempre nel qui e ora: anche nel corpo e nelle sue sensazioni. A differenza della psicoterapia, che ha un approccio centrato sulla guarigione da una “malattia” (patogenesi), il Counseling ha un raggio di azione più specifico: si concentra su un problema e a partire da quello cerca di porre i presupposti per una ristrutturazione degli schemi personali del cliente che lo renda maggiormente soddisfatto di sé e della propria vita, rafforzando le risorse personali (salutogenesi). In quest’ottica l’obiettivo di un intervento di Counseling non è quello di “guarire” una persona, ma di aiutarla a crescere, in un cammino di sempre maggiore centratura e integrazione di sé, facendo così affidamento sulla spinta individuale all’evoluzione, alla salute e all’adattamento, considerati insiti nella stessa natura umana. Attraverso la relazione con il Counselor, la persona può riconoscere il proprio diritto ad essere ascoltata ed accettata e quindi imparare a sua volta ad ascoltarsi e ad accettarsi.
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