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Buone pratiche: innovare la comunicazione didattica attraverso il counseling

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Inviato da Liana Gerbi

Iniziative per prevenire e fermare il Bullismo scolastico spesso prescrivono interventi di Counseling. Tuttavia, le strategie specifiche per la consulenza sul “disagio” non sono ben definite.
Per riuscire a fermare il comportamento aggressivo dei bulli o semplicemente per “migliorare “ il clima in aula ,sarà opportuno che i consigli di classe delle scuole debbano prima capire le esigenze e le motivazioni , le situazioni che stanno dietro i comportamenti a rischio e la non efficace comunicazione tra le parti.

 

Possono essere suggerite informazioni e raccomandazioni specifiche per massimizzare l'efficacia nella comunicazione orizzontale e verticale all’interno dei consigli di classe, tra insegnanti curriculari, di sostegno e di supporto all’interno dell’istituzione scuola, prendendo in esame gli sforzi diretti ad aiutare bulli ad aiutarsi e a motivare a motivarsi al cambiamento, prendendo atto delle TENTATE soluzioni disfunzionali e attivando sempre nuove TENTATE soluzioni che se riconosciute funzionali potranno essere foriere di modificazioni nel qui e ora innescando un processo di concreto cambiamento nel rapportarsi prima di tutto a se stessi, poi agli altri e all’ambiente circostante.

Dal 2005 la scuola media Quartararo sita in via della Magliana 296 a Roma ha proposto interventi di counseling scolastico usufruendo come risorsa personale Docente interno alla scuola .

Fino al 2009/2010 i progetti si sono articolati su:
1. Sportello di ascolto;
2. Progetto Repubblica@scuola;
3.Progetto Schoolcounseling e utilizzo del computer per motivare e motivarsi;
4. Progetto genitori Schoolcounseling - Creare e condividere una zona franca pedagogica.

Finalità e Obiettivi:
Sperimentazione di nuove modalità della didattica;promozione dello stato di benessere dell'alunno e/o della sua famiglia; facilitare le abilità e la sicurezza personale;migliorare il rispetto delle regole e degli spazi scolastici; prendere coscienza del proprio protagonismo; raggiungimento della salute del cittadino mediante il principio dell'auto-mutuo-aiuto; risoluzione di problemi legati allo scarso rendimento scolastico attraverso il problem solving; aumentare la consapevolezza di sé, per migliorare il livello di motivazione allo studio; ampliamento della cognizione delle potenzialità creative personali e interpersonali nella propria unicità e irripetibilità; approfondimento attività didattiche delle varie discipline; tendere ad un cambiamento personale e/o sociale; accentuare le relazioni faccia a faccia; promuovere l'assunzione di responsabilità dei singoli.

Il disagio scolastico e forme di bullismo interessano ormai sempre più l’ambito scolastico, familiare e sociale. In aggiunta alla possibilità di pericolo per l'incolumità fisica, sono in aumentato i rischi di assenteismo, la solitudine e una bassa stima di sé.
Se il recupero a aiutare ad aiutarsi e al motivare a motivarsi viene meno, diminuiranno le probabilità di rendimento finalizzate al miglioramento dello sviluppo del personale pieno potenziale a scuola e quindi ci saranno più probabilità di impegnare le proprie ENERGIE in comportamenti inadeguati, dopo aver lasciato la scuola . Gli studenti che dimostrano manifestazioni di bullismo o nella scuola media sono stati considerati a grande rischio hanno quattro volte più probabilità di essere coinvolti in attività criminali più tardi rispetto a coloro che costituiscono gruppi omologati nel rispetto di regole .

È evidente nella ricerca e nella letteratura professionale che il COUNSELING per identificare o sospettare casi di disagio o di bullismo è una componente necessaria in programmazioni e progetti di ampio respiro volto a prevenire o fermare il bullismo (Davis, 2006).
E’ auspicabile che il successo del COUNSELOR , inteso come un DOCENTE facilitatore di comunicazione orizzontale e verticale , possa evitare le insidie di permanenza di DISAGIO in ambito scolastico stimoli attraverso ASCOLTO, EMPATIA, INCORAGGIAMENTO e ACCOGLIENZA nuove prospettive e nuovi punti di vista da affrontare insieme facendo interagire le varie
AGENZIE EDUCATIVE: SCUOLA – FAMIGLIA – SOCIALE.

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