Area counselor

Top Counselor

Banner

Classifica counselor del mese

Giancarla Mandozzi
510
Nuccio Salis
481
Alfonso Falanga
420
renzo festini battiferro
270
Simonetta Pugnaghi
260
Luciano Berti
260
PIO MASONE
250
Mirella Verri
210
NAZARIO ADESSO
210
Elisabetta Graziani
200

Un Counselor a caso

Top 100 Joomla

Spostami

Se pensi che qualche annuncio sia inadeguato segnalaci l'indirizzo del sito a cui si riferisce. Grazie

Il rischio

  • PDF
  • Visite: 204

domandePer acquisire vera sicurezza, sentirsi fiduciosi, vivere amore autentico, sentirsi realizzati, in pace con se stessi e gli altri, si deve imparare a correre qualche rischio. Non esiste altro modo. La nostra vita migliora solo quando si affrontano i rischi e il primo e più pericoloso è essere onesti con se stessi. Vi siete mai chiesti: “Mi occorre un cambiamento?”. Se la risposta è affermativa, bisogna agire altrimenti la conseguenza è la frustrazione.

Pensate di dover cambiare?
Chiaramente, correre un rischio è difficile e il pericolo ne è una componente importante. Arrischiare significa spingersi  più oltre di quanto si sia mai fatto.
L’essenza di ogni rischio si può ridurre a una sola domanda: “Cos’è che voglio e che non ho il coraggio di affrontare?”. Sin dal primo vagito, noi vogliamo di più. E qualsiasi cosa si cerchi – amore, potere, autostima, - cosa si frappone ai nostri desideri?

 


Credo che si tratti della paura di perdere qualcosa.
Infatti, quando affrontiamo un rischio, la nostra preoccupazione principale non è forse quella di rimetterci qualcosa? Eppure, per ironia, il più delle volte non sappiamo precisare cosa potremmo perdere.
A volte ne abbiamo appena la sgradevole impressione e anch’io mi sono trovato bloccato in varie occasioni da quell’oscuro sospetto. L’ansietà  aumenta quando non si riesce a identificare le eventualità negative. Mi sono reso conto che è nel momento preciso in cui questa sensazione è più intensa che provo l’impulso di arretrare.
Fortunatamente ho imparato che se si affrontano i rischi intelligentemente, si deve tener conto di tre perdite insite in qualsiasi rischio.


I tre rischi

1.    la perdita positiva.
2.    la perdita pratica.
3.    la perdita potenziale.

La perdita positiva è una perdita d’innocenza o d’ignoranza. Questo accade quando si riconosce di non essere più soddisfatti di una situazione. Questa presa di coscienza mette a disagio perché, ammessa la verità, occorre precedere a una scelta: o non far nulla e rimanere insoddisfatti, oppure rischiare e subirne le conseguenze. L’appagamento è finito. Quando l’operaio dice: “ Non sono contento del mio lavoro”, se una donna lamenta : “Devo studiare di più”, accettano una perdita positiva.

La perdita pratica corrisponde a ciò che dobbiamo abbandonare per fare un passo avanti. Per esempio, per passare a un nuovo lavoro occorre lasciare il precedente. Allo stesso modo, per impegnarsi in una nuova relazione, la donna dovrà sbarazzarsi dell’amico insoddisfacente e per frequentare il college lo studente dovrà lasciare la casa dei genitori.
Sebbene una perdita positiva significhi che si sta effettuando una scelta, gran parte dell’ansia che si prova è dovuta alla perdita pratica. Come soldati in guerra, molti di noi lottano più strenuamente per conservare ciò che hanno, che per ottenere qualcosa di nuovo. Non è facile lasciar perdere, anche se si tratta di un nuovo lavoro che si odia o di un rapporto deprimente.

La perdita potenziale è la perdita tangibile che si verifica quando si corre un rischio e il risultato non è quello auspicato. Solitamente è la più facile da individuare ed è quella che dà origine a molte incertezze: “ E se mi licenziassero dal nuovo posto? E se la nuova relazione non funzionasse? E se mi bocceranno?”.

Il nostro destino è crescere. E tenete presente che il nocciolo di ogni rischio è la domanda: “ Cos’è che voglio, ma non ho il coraggio di affrontare?”

Random Content

Altre risorse