la comunità dei counselor italiani
“La storia del counselling s'inserisce all'interno della storia delle professioni d'aiuto: il sostegno, la cura e l'aiuto reciproco appartengono alla storia stessa dell'essere umano e risale, in quanto tale, alla notte dei tempi. Le pratiche e le differenze che si possono riscontrare nell'esercizio attuale del counselling, tra modelli di riferimento e tecniche utilizzate, possono essere fatte risalire alle modalità con cui tale pratica si è gradualmente sviluppata negli ultimi secoli; tale molteplicità di forme d'intervento ha la sua origine nelle forze sociali e culturali da cui si è sviluppata, nel suo complesso, tutta la nostra cultura” (McLeod, 1998; Toneguzzi, 2007).
Nelle società e culture antiche salute e malattia seguivano credenze religiose e soprannaturali, anche se abbiamo testimonianza che già per gli Aztechi alcune malattie si spiegavano con scarse condizioni igieniche. Le forme d'aiuto erano pertanto fondate su pratiche magiche e ritualistiche, aiutate da amuleti, erbe e primordiali pratiche chirurgiche. Le figure di riferimento erano dunque guaritori, sacerdoti, e poi medici ed altre figure ausiliarie. L'assistenza agli ammalati invece era un compito diffuso, dapprima probabilmente all'intera comunità di appartenenza, per poi gradualmente passare la mano a figure sempre più specializzate. Con l'avvento dell'età cristiana l'assistenza ai bisognosi ebbe una grande espansione, seguendo i principi di fratellanza, solidarietà, benevolenza del prossimo. Nel Medioevo questo portò anche alla fondazione di veri e propri ordini monastici che si occuparono della cura e dell'assistenza, soprattutto durante le grandi epidemie del tempo. Dal quindicesimo secolo la malattia divenne sempre più un evento di natura, e la professione medica, con la nascita e la diffusione delle università, trasmissibile a livello scolastico.
Leggi tutto...MATERIALE LIBERAMENTE TRATTO E RIASSEMBLATO DALLA RIVISTA “INTEGRAZIONE NELLE PSICOTERAPIE E NEL COUNSELING”, NUM. 5/6, ANNO 1999
Generalità sul counseling.
Il counselor si configura come un professionista qualificato, che lavora coadiuvando altri professionisti o in maniera indipendente, con un bagaglio di competenze ricco, versatile, ed utilizzabile in molteplici settori. Il counselor professionale è un operatore della salute, che promuove il benessere psicofisico dell’individuo e della comunità. Non si sovrappone alle altre figure professionali, il suo compito è riconoscere le risorse utili alla persona e usarle come punti di forza per un suo migliore divenire. Sa come sviluppare nell’altro l’autorealizzazione, capacità esplorativa, curiosità, creatività relazionale, perché tutto questo gli appartiene a livello personale. Permette una continua dinamica individuo/contesto, figura/sfondo, e viceversa, in un processo circolare di sviluppo individuo/comunità. Ha imparato a utilizzare con padronanza il modello dell’integrazione pluralistica, sapendo quando e come applicare metodi, strategie e tecniche rogersiane, fenomenologico esistenziali, ed esperienziali. Dispone di un cospicuo pacchetto di tecniche e di interventi per produrre cambiamenti intenzionali su se stesso e sugli altri. Comprende la realtà del cliente, il modo in cui egli si sperimenta e rappresenta se stesso, gli altri, il mondo naturale, il significato che la vita ha per lui.
Leggi tutto...“Nel counselling e nella relazione d'aiuto, 'la teoria è strettamente funzionale alla pratica, nel senso che i concetti spiegano perché si fa quello che si fa. Si potrebbe dire che la teoria sta alla pratica come il manico sta alla padella: è difficile maneggiare una padella senza manico'” (Quattrini, 2003, Toneguzzi, 2007, grassetto mio).
Ogni professione inerente alla relazione d'aiuto, di consulenza o di terapia, basa il proprio operare su di un apparato teorico, un paradigma di riferimento: una mappa concernente le conoscenze sulla natura umana e sul funzionamento dell'individuo, le conoscenze sull'origine del disagio e delle situazioni problematiche e le conoscenze sul processo e sulle tecniche o strategie di intervento. Nella storia delle professioni d'aiuto ci sono numerosi modelli teorici, alcuni anche molto diversi tra loro, e la cui nascita e il cui sviluppo sono comunque legati allo sviluppo della cultura ed al momento storico cui si riferiscono. “Volendo, quindi, fare luce nello specifico sul perché un counsellor fa quello che fa, dobbiamo fare luce sulle teorie che sottendono la sua pratica poiché se, da un lato, è vero che l'aiuto fa parte dell'agire quotidiano dell'essere umano, con amici, familiari, colleghi o conoscenti, è altrettanto vero che il 'processo di counselling ha bisogno di una struttura o di una cornice (framework) dentro la quale il counsellor possa lavorare in modo coerente e sistematico'” (Hough, 1999, Toneguzzi, 2007).
Leggi tutto...In Italia le origini del counseling possono essere rintracciate nella storia dell'assistenza sociale: questa ebbe inizio nel nostro paese, negli anni Venti. Un rapporto del CISS (Comitato Italiano di Servizio Sociale) - riportato da Margarone (1994) - faceva risalire al periodo del primo dopoguerra e precisamente fino al 1929, le prime iniziative in Italia di tipo assistenziale. Tali iniziative avevano tuttavia carattere filantropico, volontario ed erano basate su progettualità personali. Intorno nel 1929 nacquero le prime iniziative, veramente efficaci nel campo dell'assistenza, che ebbero come ulteriore conseguenza la creazione della prima Scuola (prettamente femminile!) per assistente sociale, a carattere continuativo, avente come scopo principale quello di assicurare una preparazione professionale. Si trattava di una scuolaconvitto che preparava assistenti sociali per i lavoratori dell'industria e delle fabbriche.
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