Empatia...


empatia

In che modo funziona la personalità? In che modo si incontra con un’altra personalità e reagisce ad essa?

La risposta a queste domande sta nel concetto di empatia, termine generale che vuol dire contatto, influenza, interazione fra personalità. La parola “empatia” letteralmente significa “sentire dentro” e deriva dal greco “pathos” che indica un sentimento forte e profondo simile alla sofferenza. Il termine empatia assomiglia molto al termine simpatia, ma il loro significato è molto diverso: -Simpatiaà indica un “sentire con” e facilmente induce al sentimentalismo -Empatiaà indica uno stato di identificazione fra personalità molto più profondo, in cui una persona si sente dentro l’altra, tanto da perdere temporaneamente la propria identità. In un processo di Counseling essere in empatia con il cliente vuol dire per il Counselor provare e sentire le emozioni del cliente come se fossero le sue, le esperienze che il cliente racconta, come se le avesse vissute anche lui.

Quindi si ha empatia verso l’altro quando lo stato psichico di una persona si fonde, temporaneamente, in quello di un’altra e diventano una sola entità psichica, si raggiunge uno stato di identificazione con l’altro. Solo così può verificarsi una reale comprensione fra esseri umani, senza di essa, in realtà, non ne è possibile alcuna. Questo processo di empatia in realtà è qualcosa che avviene in una certa misura, in ogni conversazione; si tratta del processo fondamentale dell’amore.

 

Il Counselor deve dimenticare quasi completamente se stesso: questo è il motivo per cui, dopo qualche ora di lavoro intenso, egli si sentirà stranamente liberato dai suoi problemi personali e al tempo stesso stranamente affaticato. Uno dei principi che regolano l’instaurarsi di un rapporto riguarda la capacità di utilizzare il linguaggio dell’altro. Il linguaggio è il canale ordinario dell’empatia e due persone che abbiano raggiunto un certo livello di identificazione personale si ritroveranno automaticamente e utilizzeranno una modalità di discorso comune. Possiamo quindi dire che la migliore identificazione con un altro avviene quando usiamo il suo linguaggio.

Il Counselor opera fondamentalmente attraverso il processo dell’empatia: tanto il Counselor quanto il cliente vengono portati a uscire da se stessi e a fondersi in un’entità psichica comune. Le emozioni e la volontà di entrambi diventano parte di questa nuova entità psichica. C’è da tenere in mente che “empatia” non significa identificazione delle emozioni del Counselor con quelle del cliente; in un vero processo di Counseling non c’è posto per i ricordi del Counselor. Le esperienze del Counselor non intervengono come tali nelle situazioni di Counseling.

Lo scopo è quello di capire il cliente sulla base del suo modello di personalità unico; l’esperienza personale del Counselor lo aiuterà immensamente a capire il cliente (quindi è indispensabile) ma il contributo non sarà diretto. Nella situazione di Counseling, sarebbe bene che il Counselor dimenticasse di aver mai avuto esperienze analoghe, la sua funzione è quella di rinunciare a se stesso, di essere pressoché una “tabula rasa” e di abbandonarsi alla situazione empatica. All’interno di questa esperienza può verificarsi da parte del cliente un transfert psichico nei confronti del Counselor; all’interno di questo transfert sono presenti sia aspetti di empatia che di telepatia. Per telepatia s’intende il trasferimento di idee fra persone e utilizza mezzi che vanno al di là dei sensi a noi noti. Se l’empatia si riferisce alla capacità di partecipazione di una personalità allo stato psichico di un altro; la telepatia si riferisce invece a un aspetto particolare di questa partecipazione. Questa telepatia mentale porta il Counselor ad avere una maggiore onestà con l’altro, presumendo cioè che l’altro possa leggere nel pensiero e che pertanto non c’è scopo nel volergli tenere nascosto alcunché. Quindi più si approfondisce la comprensione psicologica dell’altro, più difficile diventa mentire. Ogni essere umano ha la tendenza a ingannare gli altri, perché il suo io lotta sempre per conquistare prestigio a loro spese. Nelle persone che hanno il senso della morale questo atteggiamento non assume la forma di una menzogna diretta, ma piuttosto quella di un continuo tentativo di apparire in qualche modo diverso. E in genere migliori di quello che sono in realtà.

L’inganno degli altri e l’inganno di se stessi vanno quasi sempre insieme: infatti chi non inganna se stesso non può continuare a lungo ad ingannare gli altri, perché si rende conto di quanto sia sbagliato farlo. Più penetrante è la comprensione del lavoro profondo che avviene all’interno della personalità, più ci si convince di quanto sia inutile imbrogliare se stessi e gli altri. Il transfert psichico non è fatto solo di pensieri negativi e ostili, ma può anche avere contenuto positivo e amichevole;la cosa importante e proficua è che sia il Counselor che il cliente siano consapevoli del transfert e di conseguenza del fatto che può esserci spazio solo per l’onestà. Il Counselor quindi si asterrà del fare qualsiasi gioco di inganno con il cliente e questi, a sua volta, si asterrà dal fare qualsiasi gioco di inganno con il Counselor e questi, a sua volta, si renderà conto che con artefici analoghi non approderà a nulla. Un altro aspetto dell’empatia è l’influenzamento ed è un processo che opera prevalentemente sull’inconscio ed è uno dei risultati dell’empatia. Ovunque vi sia empatia si verificherà una qualche influenza e ovunque vi sia influenza ci si può aspettare una certa identificazione di stati psichici.

Domenico Perrupato

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