Che cos'è l'autostima?


autostima mi amo

Volendo partire dall’etimologia della parola, troviamo il verbo “stimare” derivante dal latino “aestimare” che significa “valutare” nella doppia accezione di “determinare il valore di” e “avere un’opinione su”. Da questo punto di vista il concetto di autostima racchiude come ciascuno vede se stesso, come si giudica e che tipo di valore si attribuisce. L’autostima è l’immagine che ciascuno ha di sé, che si costruisce fin dall’infanzia e che è la risultante della combinazione di vari fattori.

Rappresenta dunque una valutazione sul concetto di sé, una reazione emotiva che le persone sperimentano quando osservano e valutano se stesse, collegata alle credenze personali circa le abilità, le capacità, i rapporti sociali, e i risultati futuri. Essa comprende dunque un aspetto cognitivo (le opinioni che ognuno ha su di sé), un aspetto emotivo (cosa la persona prova nei propri confronti), e un aspetto comportamentale (come la persona si comporta nei suoi riguardi) (Strocchi, 2003).

 

Essa è un processo, un modo di relazionarsi con la realtà e rappresenta anche un filtro attraverso il quale la si interpreta. L’autostima ha notevoli ripercussioni su molti ambiti della vita, su come ci si presenta e si interagisce, sulla scelta e sulla realizzazione degli obiettivi, sulle reazioni agli eventi positivi e negativi. Essa è dunque di fondamentale importanza per la salute psicologica ed è strettamente connessa ad altri concetti quali l’autoefficacia, l’assertività, il senso di colpa. E’ importante capire che la stima di sé è qualcosa che si è appreso e costruito nel tempo: dunque si può anche, gradualmente, apprendere dei comportamenti nuovi, degli atteggiamenti e delle modalità di pensiero diversi, partendo da una maggiore conoscenza riguardo a se stessi e ai propri meccanismi e dialoghi interni.

La bassa autostima può favorire paure e fobie, difficoltà interpersonali, ansia, insicurezze, depressione, mancata autorealizzazione. Se ci pensiamo bene, in fondo, i problemi di autostima e autoefficacia possono essere considerati come trasversali a qualunque problema emotivo o comportamentale, in qualunque contesto.

Vari fattori sono implicati nel processo di formazione dell’autostima. Tra questi sono sicuramente importanti i messaggi provenienti dall’esterno, in particolare dalle figure di riferimento più significative (genitori, insegnanti, coetanei) e dalle interpretazioni che si danno a tali messaggi. Hanno un ruolo fondamentale anche le valutazioni su se stessi e sulle proprie azioni. L’autostima dipende dunque sia da fattori interni, cioè dagli schemi cognitivi della persona, dalla sua soggettiva visione della realtà e di se stessa, sia da fattori esterni, come ad esempio i successi che si ottengono e la qualità dei “messaggi” che si ricevono dalle altre persone.

Domenico Perrupato

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